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“L/R” come “left” e “right”, i due poli alla base dell’ingegneria del suono, ma anche come la più semplice, immediata abbreviazione di Lush Rimbaud, band anconetana cui presentiamo il terzo disco di brani inediti.
Una produzione Bloody Sound Fucktory efromSCRATCH Records che giunge dopo ben cinque anni dal precedente long play: per le attuali stagioni discografiche, una vita di silenzio interrotta solo dallo split album con gli olandesi zZz datato 2013.

Nove tracce per un’evoluzione sonora concreta: se le opere precedenti del gruppo riportavano, radicalmente, all’elettronica più “kraut”, ispessita da saturazioni digitali, “L/R” è snello, dalla matrice chiara ma nettamente più post-punk, aperto al passato e alla musica continentale. Diventano manifesto di questa nuova stagione artistica brani come “Acid Skyline” (promossa a pieni voti, ritmicamente ossessiva come i migliori episodi dei Bloc Party e carica di sfumature elettroniche) e “The Valley” (melodicamente post-punk e dall’impatto immediato); si archivia con promozioni piene la performance in sala registrazione dei quattro musicisti marchigiani, che imprimono con perizia e giusto dinamismo le melodie ideate in quasi un lustro di silenzio.

Il terzo capitolo dei Lush Rimbaud è interessante, senza troppi giri di parole: uscire dalla laguna dark (e dai relativi stereotipi musicali) è sinonimo di forte personalità, carisma che “L/R” trasuda attraverso ogni nota riprodotta. Questa è la strada giusta, qui ci sono gli spunti più interessanti: attendiamo con fiducia il prossimo disco.

Di Giandomenico Piccolo

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