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losthighwais.it review

Terzo disco per i Lush Rimbaud che, dopo cinque anni, tornano con Marmite. A cinque anni da The sound of the vanishing la band anconetana torna con un sound molto più dark.
L’elettronica, in questo disco, tesse le fila spingendosi fino alle increspature della new wave. Gli echi dei più grandi maestri sono inevitabili ed impossibili da ignorare come nella lenta e febbrile Dark side call dove i Joy Division si fanno sentire per tutto il brano. Fascinosa Never Regret, si distingue per il suo brillante mantello nero mentre incede in una marcia onirica. Un disco che non lascia spazio ad incertezze di stile: i Lush Rimbaud ribadiscono in ogni brano la loro vocazione per questo tipo di sound, compatto, quasi asfissiante. I ritmi raccolgono velocizzazioni e le atmosfere sono sempre sul punto di riversarsi in un climax di rivelazione con successiva esplosione. Eppure no, nessuna luce a dipanare il corollario di vibrazioni metalliche incessanti. Silent room è un museo di rumori soffocati e pulsioni sparse che trapuntano tutto il pezzo.
Una band con la voglia di sperimentare, lo ha dimostrato anche in questa terza prova.

Elisa Des Dorides

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